Vissuto tra il 1700 e il 1800, Walter Scott è uno dei maggiori autori della letteratura inglese. Si dedicò alla poesia e alla narrativa e sia per i contenuti delle sue opere che per la forma con cui esse sono scritte fu punto di riferimento per numerosi autori europei.
Nato in Scozia nel 1771 (morirà poi nel 1832), a causa della sua salute cagionevole fu costretto a trascorrere molti anni nella campagna scozzese dove si accostò alla vita contadina, conobbe meglio le tradizioni popolari e tutto questo rappresentò lo spunto per le sue opere future.
Tornato ad Edimburgo studiò, si laureò in legge e intraprese la carriera di avvocato. Ma lo studio della lingua tedesca e l’interesse per gli studi storici e mitologici tradizionali della Scozia rappresentano le sue principali passioni.
Le prime opere di Scott, pubblicate in forma anonima, sono infatti delle traduzioni di opere del romanticismo tedesco, soprattutto di Goethe e le ballate del poeta Bürger.
L’amore per la scrittura stimola Scott a pubblicare, nel 1802, una raccolta di poemi “Minstrelsy of the Scottish Border”, una collezione di composizioni poetiche di ispirazione storica e romantiche ballate e ovviamente la Scozia è lo scenario principale dei poemi. Questi sono scritti con un linguaggio semplice e una forma molto scorrevole ed ottennero un notevole successo.
Scott continuò a scrivere poemi di ispirazione scozzese che vengono pubblicati nel giro di pochi anni: "The Lay of the Last Minstrel”, “Marmion”, “The Lady of the Lake”, “The Vision of Don Roderick”, “The Lord of the Isles” e “Harold the Dauntless”.
Queste opere si rifanno al romanzo gotico e al romanticismo tedesco, manifestano l’interesse di Scott per la storia e le tradizioni soprattutto quelle della sua terra, la Scozia.
I successivi romanzi – “Waverley”, “Mannering”, “The Antiquary” e soprattutto “'Ivanhoe” – rappresentano il manifesto del romanzo storico: l’attenzione per il folklore locale, descrizione dettagliata di paesaggi, sullo sfondo eventi storici ed esperienze personali, i protagonisti che sono dei non-eroi, i dialoghi intensi. E poi per la prima volta la Scozia divenne conosciuta, le sue tradizioni e i costumi apprezzati, i suoi paesaggi entrarono nell’immaginario collettivo.

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