Nato a Dublino nel 1882, James Joyce è uno scrittore che ha lasciato il senso nella letteratura europea del ventesimo secolo, nonostante la sua produzione letteraria non sia molto estesa.
La vita di Joyce è stata molto travagliata, tra ristrettezze economiche, rapporti non buoni con la famiglia d’origine, trasferimenti all’estero (visse a Trieste, Zurigo, Roma, Parigi), l’alcolismo, l’auto-esilio dall’Irlanda. Tutti questi avvenimenti lo hanno profondamente segnato e hanno influenzato anche le sue opere.
La prima opera di Joyce è un pamphlet del 1891 su una vicenda politica dell’Irlanda. I suoi più importanti romanzi, che rappresentano la “novità” rispetto alla letteratura del secolo precedente e influenzeranno la letteratura futura, sono “Gente di Dublino” (Dubliners) del 1914, “Dedalus” (A Portrait of the Artist as a Young Man) pubblicato nel 1917 e cinque anni dopo uscirà “Ulisse” (Ulysses); a queste si aggiunge un romanzo incompiuto del 1939 “Finnegans Wake”.
Questi romanzi danno voce alla ribellione di Joyce alla società irlandese del tempo, troppo puritana e ipocrita: ad esempio ciascuna delle quindici novelle che compongono “Gente di Dublino” propone una descrizione dettagliata di Dublino vista dai suoi stessi abitanti senza trascurare però la descrizione dell’anino, dei pensieri e delle emozioni dei vari personaggi.
Inoltre, Joyce esalta l’arte e il piacere estetico in generale come elevazione della vita quotidiana dell’uomo – ad esempio in “Dedalus” questo avviene con la descrizione della formazione dell’artista. Con “Ulisse” e “Finnegans Wake”, Joyce sfugge a qualsiasi classificazione: ad esempio “Ulisse” racconta la giornata del pubblicitario Leopold Bloom usando abilmente il linguaggio e il pensiero, il flusso di coscienza, domina l’intero romanzo.
Joyce chiama questa tecnica letteraria "Epifania", sottolineando come essa rappresenti la rivelazione della conoscenza. Non c’è distinzione tra interno ed esterno dei personaggi: il fluire di pensieri, delle emozioni e degli eventi vengono descritti parallelamente e l’impianto narrativo tradizionale viene completamente stravolto.
Joyce morirà nel 1941 ma le sue opere, le sperimentazioni narrative e l’abile uso del linguaggio, l’introspezione, il flusso di coscienza (stream of consciousness), l’osservazione della società il carattere anticonformista e moderno rappresentano una svolta nella letteratura internazionale.

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